EXPORT VERDURE, INIZIO LENTO.

La campagna export delle verdure 2017/18 si apre così come si era chiusa quella precedente, molto prodotto, poca richiesta e prezzi bassi. La sovrapproduzione dovuta non solo al surplus di trapianti, ma anche dall'andamento delle temperature nelle decadi precedenti, ha portato il prezzo delle verdure a un valore pari o inferiore ai costi di produzione. Inoltre, al contrario di quanto ci si aspettasse, i Paesi al di là delle Alpi stanno richiedendo una quantità minore di verdure rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche quest’ultimo aspetto è da imputare alle alte temperature verificatesi anche nei Paesi importatori, che hanno permesso a questi ultimi di possedere ancora prodotto locale nelle ultime settimane di Ottobre e nelle prime settimane del corrente mese. Uno scenario alquanto insolito, e a farne le spese sono i produttori, che già dall'inizio della campagna invernale serricola si ritrovano con delle perdite da recuperare per prodotti invenduti, e quindi inevitabilmente la distorsione di tutti i programmi posti in essere, per via del ritardo che si sta materializzando nel liberare le strutture per far spazio al secondo ciclo di produzione. Siamo solo all'inizio, il nostro auspicio è per una campagna rosea per qualità e prezzi, che possa essere gratificante , al fine di ricompensare il lavoro posto in essere per portare sulle tavole di tutta Europa prodotti freschi sani e genuini.

EXPORT VERDURE, INIZIO LENTO.